Pulire e conservare

Come fare?
– utilizzare segnalibri e non piegare gli angoli delle pagine dei vostri libri antichi per tenere il segno
– sottolineare con matita e non con biro o evidenziatore le parole dei vostri libri rari
– estrarre i libri antichi dagli scaffali prendendoli a metà del dorso
– per la pulizia dei libri rari utilizzate solo pennelli o gomme molto morbide
– arieggiare i libri antichi almeno una volta ogni due mesi
– la temperatura ideale è di 15 °C
– non pressate i libri antichi fra loro, lasciare un filo di spazio tra i libri sugli scaffali

… e soprattutto sfogliarli e leggerli, anche i libri antichi e i libri rari e certamente anche i libri vecchi !

I libri antichi sono un contenitore di storie, curiosità, esperienze, avventure. Ma pochi si soffermano a considerarli come un insieme di attività intellettuali, tecniche, artigianali e artistiche di immenso valore.
Basti pensare che il contenuto dei libri antichi può essere praticamente riprodotto all’infinito, ma ciò non accade per i suoi elementi costitutivi che sono fondamentali per capire il contesto culturale e sociale in cui il libro ha avuto origine e diffusione. Tali elementi sono: la carta, la legatura, la copertina.
L’importanza della corretta conservazione dei libri antichi non deve essere sottovalutata.
I materiali di cui sono costituiti sono di natura organica (prodotti animali o vegetali) e quindi molto deperibili col trascorrere degli anni.
Tanti sono i nemici dei nostri libri antichi. Anche nelle nostre moderne abitazioni la loro azione può essere molto pericolosa.
Tarli, termiti, topi possono distruggere un libro scavando buchi enormi, o operando come delle fini ricamatrici, mentre muffe e polvere rendono fragile la carta e creano un ambiente a loro favorevole.
Se veramente amiamo i nostri libri rari e vogliamo difenderli da questi nemici, dobbiamo seguire alcune regole semplici ma precise.
Come per la salute della nostra persona, anche per quella dei libri antichi, è necessaria, prima della cura, la prevenzione.
Occorre tenere presente che i libri antichi hanno bisogno di respirare, quindi aria, luce ma non il sole diretto, ambiente asciutto ma non secco (sia l’atmosfera umida, sia quella eccessivamente secca favoriscono la friabilità della carta e la diffusione delle muffe).
Un bel pennello morbido sarà un attrezzo utilissimo per spolverare i libri antichi e gli scaffali almeno una volta all’anno, preferibilmente in primavera. Bene sarebbe lasciare per qualche ora i libri antichi aperti, all’aria. Tutto questo in un locale pulito e senza polvere.
Se un utilizzo un po’ “eccessivo” del libro ha determinato orecchie agli angoli, rottura della copertina o strappi nelle pagine ci si deve dimenticare assolutamente che esistono lo scotch e il vinavil: sono due nemici da combattere.
Queste le semplici azioni per una utile prevenzione e conservazione.
Piuttosto, se i vostri libri rari sono particolarmente importante sia dal punto di vista economico, sia da quello affettivo e culturale, è consigliabile affidarli a mani esperte: la spesa sarà ampiamente compensata dalla riaquistata integrità del nostro tesoro.

Il restauro vero e proprio
Il restauro dei libri antichi nasce certamente con la necessità di fare sopravvivere il grande valore del contenuto dei primi manoscritti. Erano interventi empirici e non molto frequenti, data la notevole durata e la robustezza delle pergamene.
Occorre anche ricordare che spesso si preferiva creare una intera nuova copia, piuttosto che restaurare libri antichi molto rovinati.
E’ nel Rinascimento, con la riscoperta filologica degli antichi testi e in seguito alla invenzione della stampa che il restauro riceve un notevole impulso e diventa scientifico.
Nel Settecento il restauro dei libri antichi ha un ulteriore sviluppo: la chimica (moltissimi i ricettari segreti di questo periodo) ridefinisce nuove tecniche di intervento. Lo smacchiamento della carta e il ravvivamento degli inchiostri, ad esempio, sono tipici di questo periodo.
Ma per considerare il restauro dei libri antichi soltanto conservativo, occorre arrivare fino ai giorni nostri.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale, si forma infatti una nuova consapevolezza circa le metodologie di intervento.
Non più riscrittura di parti di testo perdute o rilegatura con nuove copertine.
I libri antichi non sono più visti quindi solo come supporto di un messaggio scritto ma anche come manufatto, prodotto di una cultura artigianale che è presente in più elementi: legatura, filigrana, tecniche di incisione, caratteri di stampa, fabbricazione della carta, fascicolazione, strumenti utilizzati.
Il restauro dei libri antichi assume così una importanza notevole per la salvaguardia e la conservazione “della nostra memoria” e del nostro patrimonio artistico.

Cosa deve fare bibliofilo ma anche un curioso per conservare i propri libri rari
– utilizzare segnalibri
– sottolineare con matita
– estrarre i libri antichi dagli scaffali prendendoli a metà del dorso
– per la pulizia utilizzare solo pennelli o gomme molto morbide
– lasciare un filo di spazio tra i libri antichi, sugli scaffali
– arieggiare la biblioteca o la stanza dove conserviamo i libri rari
– … e soprattutto sfogliarli e leggerli, anche i libri antichi !

COSA NON FARE
– chiudere i libri antichi in librerie a vetri oppure comprimerli l’uno contro l’altro
– esporre i libri antichi alla luce solare diretta o a fonti di calore quali: lampade alogene, termosifoni, caminetti…
– estrarre i libri antichi dagli scaffali prendendoli dall’alto del dorso
– forzare i libri antichi nell’apertura dei libri rari
– piegare gli angoli delle pagine per tenere il segno del libro antico
– sottolineare con biro o evidenziatore
– bagnare le dita per girare pagina
– utilizzare scotch o vinavil per riparare strappi o mancanze dei libri vecchi
– utilizzare gomma-pane per pulire le pagine del vostro libro vecchio


In sintesi…
L’ambiente di una normale abitazione è sufficiente a conservare i libri antichi.
Da evitare le eccessive temperature e l’umidità, per cui
scegliere un locale idoneo.
Meglio librerie aperte piuttosto che chiuse. Senza sofismi tecnologici.
La cura migliore per i libri è … aprirli e consultarli almeno
una volta ogni 3 mesi.

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